La Casa del Mutilato di Salerno potrebbe essere convertita in abitazioni private, un provvedimento che ha suscitato l’indignazione dell’Onorevole Lucia Vuolo, della Lega Campania. L’annuncio, diffuso il 9 ottobre 2026, rappresenta un ulteriore passo nella politica di governo del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che viene accusato di cancellare la memoria dei salernitani. Prima la Casa del Combattente, adesso la Casa del Mutilato: due simboli della città che, secondo l’opposizione, vengono sottratti al loro scopo originario per essere utilizzati in modo diverso.
Un simbolo che non può essere dimenticato
La Casa del Mutilato, situata nel centro di Salerno, è un luogo dedicato a chi ha perso parte del corpo durante il servizio militare. Secondo Lucia Vuolo, il provvedimento di conversione in abitazioni private è un atto di negazione della memoria, che colpisce non solo i reduci, ma anche le famiglie dei caduti. “Togliere agli esuli, ai reduci e alle famiglie dei nostri caduti questi luoghi è una vera e propria rimozione ideologica”, ha dichiarato l’onorevole. La Casa del Mutilato, come la Casa del Combattente, è un bene simbolo che custodisce il senso di appartenenza di generazioni di salernitani.
La politica di De Luca, secondo l’opposizione, si basa su un pragmatismo ipocrita, che si attiva solo quando non scalfisce la propria parte politica. “Che si tratti di vendita o di affidamenti di comodo, la sostanza della politica di De Luca non cambia: svendere o svuotare di senso gli spazi nati per onorare chi ha servito la Patria”, ha sottolineato Vuolo. La Casa del Mutilato, come la Casa del Combattente, non è solo un luogo fisico, ma un simbolo che rappresenta la spina dorsale dell’identità cittadina.
Un dovere morale verso chi ha sacrificato la vita
La Lega Campania, attraverso Lucia Vuolo, ha ribadito che la devozione verso chi si è sacrificato per il Paese è un dovere morale vivo e attuale. “Il concetto di Casa per caduti e mutilati non appartiene solo al passato: riguarda anche i tanti uomini e donne che nell’Italia repubblicana hanno servito lo Stato nelle missioni di pace e di guerra, nella difesa delle istituzioni dal terrorismo e nella lotta spietata a ogni mafia”, ha spiegato l’onorevole. Anche loro sono mutilati e purtroppo troppe volte caduti per la nostra libertà.
“Il loro sacrificio e il valore del loro esempio non sono una merce di scambio”, ha aggiunto Vuolo. Le istituzioni, secondo la Lega, dovrebbero custodire questo patrimonio di valori, non liquidarlo. “Ma sia chiara una cosa a De Luca: si possono cedere gli edifici, ma non si cancellerà mai la memoria”, ha concluso l’onorevole. Quando questi luoghi non esisteranno più, quei simboli sacri continueranno a vivere nelle nostre coscienze e nella nostra tradizione.