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Tommaso Pellegrino parla di sanità e umanizzazione delle cure a Leopolda 14

Tommaso Pellegrino, chirurgo oncologico, parla di sanità e umanizzazione delle cure a Leopolda 14

Tommaso Pellegrino parla di sanità e umanizzazione delle cure a Leopolda 14

Tommaso Pellegrino, chirurgo oncologico e consigliere regionale di Italia Viva, ha partecipato all’evento della Leopolda 14, organizzato da Matteo Renzi a Firenze il 5 ottobre 2026. L’ospite, che ha parlato di sanità e umanizzazione delle cure, ha sottolineato l’importanza di dare voce alle persone e di rendere più umano il percorso di cura. Pellegrino ha presentato alcuni provvedimenti che ha portato avanti in Consiglio regionale, tra cui un fondo per le parrucche per pazienti con alopecia da chemioterapia e un fondo per la musica nei luoghi di cura. L’obiettivo è migliorare la qualità della vita dei pazienti e riconoscere il loro valore.

La sanità come luogo di dignità e empatia

“Dietro ogni malattia c’è una persona e il tema dell’umanizzazione delle cure penso che debba essere al centro della politica italiana”, ha detto Pellegrino. L’approccio al paziente, secondo il chirurgo, non deve limitarsi a diagnosi e trattamenti, ma deve includere empatia, supporto psicologico e una gestione globale del percorso. Pellegrino ha sottolineato l’importanza di un’alleanza tra professionisti, come psicologi, nutrizionisti e oncologi, per offrire cure complete e personalizzate. Non è detto che chi si occupa di nutrizione e psicologia sia capace nell’ambito oncologico, ha spiegato, ringraziando l’assessore Saggese per un percorso di formazione per i giovani.

Provvedimenti per migliorare la vita dei pazienti

Pellegrino ha parlato di due provvedimenti che ha portato avanti in Consiglio regionale: il fondo per le parrucche e il fondo per la musica nei luoghi di cura. “È un atto di dignità”, ha sottolineato, spiegando che molte pazienti soffrono di alopecia da chemioterapia e non possono permettersi un’alternativa. Il fondo per la musica, invece, è stato creato per alleviare l’ansia e il disagio dei pazienti durante le terapie. “Qualche ‘scienziato del web’ ha detto che sono cose banali”, ha commentato Pellegrino, ma ha aggiunto che per molte donne il rumore dell’infusore è ancora un ricordo doloroso. Vi sembra banale mettere un poco di musica? ha chiesto, con un tono di empatia.

Un altro provvedimento che ha suscitato interesse è l’istituzione di un fondo per il test oncotype, un esame che aiuta a decidere se è necessaria la chemioterapia. “Quando lo proponevo alle mie pazienti, dovevo anche dire che quel test costava dai 4 ai 6mila euro”, ha ricordato Pellegrino. Molti pazienti non potevano permetterselo, e facevano quindi terapie inutili. “Ho chiesto di istituire il fondo per l’oncotype e sono contento che durante i 5 anni del mio mandato il 50% delle donne ha risparmiato una chemioterapia senza pagare un centesimo”, ha concluso.

Pellegrino ha anche lanciato un appello ai giovani, invitandoli a impegnarsi e a mettere la faccia nel dibattito politico. “Viviamo con la classe dirigente più mediocre d’Europa”, ha detto, sottolineando come i mediocri si alleano e chi è bravo viene messo nell’angolo. “Noi lo sappiamo con il nostro Matteo Renzi, che è bravo, perché è un concetto che vale nella politica così come nelle professioni”, ha concluso. Pellegrino ha anche criticato l’incapacità di una classe dirigente che non riesce a rappresentare i bisogni dell’Italia e del Meridione, spesso investendo in strutture fatiscenti senza migliorare la qualità delle cure. Renzi, nell’introdurre Pellegrino, ha sottolineato il ruolo del dottore come chirurgo e militante di Italia Viva. “Lui è uno che prende un sacco di voti eppure per una sfiga colossale non è entrato in Consiglio regionale, per una serie di complicati algoritmi, infatti, non è scattato un seggio a Salerno. Lui è tornato al suo lavoro di chirurgo e continua a lavorare dentro ‘Italia Viva’ come militante, ma ancora per poco perché dobbiamo riportarlo a Roma, suo luogo naturale”, ha detto.

La sanità, per Pellegrino, non è solo un sistema di cure, ma un luogo in cui si deve riconoscere la dignità delle persone. “Penso che chi occupa un ruolo deve dare soluzioni, risolvere problemi”, ha concluso. “Mi indigna che nella nostra politica non si parla di decoro della sanità pubblica. Abbiamo speso milioni per fare le Case di Comunità con ospedali fatiscenti nel frattempo, frequentati da milioni di pazienti. È l’incapacità di una classe dirigente che in Europa non è stata capace di rappresentare i nostri bisogni e far capire che le esigenze dell’Italia, e quelle del Meridione, sono diverse.”

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