Un’analisi condotta dall’agenzia Quadrivo ha evidenziato le differenze significative tra i costi degli affitti e i redditi dei cittadini in diverse aree della provincia di Salerno. A Cetara, ad esempio, il canone medio mensile di 520 euro rappresenta il 35% del reddito netto dichiarato, mentre a Cuccaro Vetere, nel Cilento interno, l’affitto di 104 euro al mese assorbe solo l’8% del reddito. La differenza emerge chiaramente tra le aree costiere e quelle interne, dove i canoni di locazione pesano meno sui bilanci familiari.
Costi elevati in Costiera Amalfitana e Cilento
La Costiera Amalfitana e alcune località del Cilento registrano le incidenze più elevate del costo dell’affitto rispetto al reddito. A Cetara, il canone medio di 520 euro al mese equivale al 35% del reddito netto dichiarato, mentre a Castellabate, con un canone di 424 euro, l’incidenza si attesta al 33%. Atrani, invece, vede la percentuale salire al 32%, con un canone medio di 560 euro. Ad Amalfi e Scala, il peso della locazione si attesta al 31%, mentre a Pisciotta, con un canone di 384 euro, l’affitto rappresenta il 30% del reddito. La sostenibilità dell’affitto dipende non solo dal costo nominale, ma anche dal livello dei redditi disponibili. Il dato di Camerota, ad esempio, evidenzia che pur con un canone medio di 280 euro al mese, l’affitto assorbe una quota rilevante del reddito. Una dinamica simile si osserva a Centola, dove 272 euro mensili corrispondono al 25% delle entrate nette medie.
Le aree interne: un peso inferiore
Nel capoluogo Salerno, un canone medio di 392 euro al mese rappresenta il 22% del reddito netto, mentre a Cava de’ Tirreni, Baronissi, Pagani e Scafati, la percentuale è la stessa. A Eboli, il canone medio di 272 euro incide per il 21%, mentre a Nocera Inferiore e Nocera Superiore, l’incidenza si attesta al 18%. Positano, con un canone medio di 368 euro, vede l’affitto pesare per il 15% del reddito, un risultato collegato a una capacità reddituale mediamente più elevata.
Le percentuali si riducono ulteriormente in diversi comuni dell’entroterra. Castel San Giorgio, Polla, Auletta e Roccapiemonte presentano un’incidenza compresa tra l’11% e il 12%. A Cuccaro Vetere, il canone medio di 104 euro al mese assorbe solo l’8% del reddito netto dichiarato, il dato più basso tra quelli considerati. Queste differenze mettono in luce come la sostenibilità dell’affitto dipenda dall’equilibrio tra canoni e redditi: una spesa mensile relativamente bassa può comunque incidere in misura significativa quando le entrate sono limitate, mentre un canone più alto può risultare meno gravoso in presenza di redditi maggiori.