Vincenzo Petranovic, 31 anni, figlio dell’ex boss ergastolano Tommaso Fezza, ha iniziato a collaborare con la giustizia dopo essere stato catturato a Milano. Il pentito ha fornito informazioni su un sistema criminale che si estende nell’area di Pagani e Castellammare di Stabia, coinvolgendo traffici di droga, usura, scommesse e attività illecite. Undici verbali sono stati depositati dalla Dda di Salerno, con l’ultimo risalente al 2 settembre 2026.
Un modello di controllo del territorio
Secondo le dichiarazioni di Petranovic, il clan Fezza-De Vivo ha un modello basato sul controllo del territorio, stabilendo chi può operare nelle piazze di spaccio e a quali condizioni. Il collaboratore ha descritto un sistema centralizzato che gestisce attività illecite come traffico di droga, estorsioni, gioco d’azzardo e scommesse clandestine. Inoltre, ha riferito di presunti affari legati alle ristrutturazioni finanziate con il Superbonus 110%.
Il traffico di droga è solo una parte del quadro criminale.
Il pentito ha quantificato i guadagni derivanti dal traffico di droga in circa 250mila euro netti al mese, indicando la Spagna come uno dei territori di riferimento per l’approvvigionamento. Ha anche descritto modalità di trasporto come pacchi postali e camion, con alcuni carichi apparentemente destinati al trasporto di prodotti alimentari.
La latitanza e la collaborazione
Petranovic aveva evitato la cattura dopo un maxi blitz che aveva colpito il clan, sottraendosi per circa un mese e mezzo. La sua latitanza ha durato fino alla cattura a Milano, da cui ha iniziato a collaborare con la giustizia a partire da maggio 2026. Le dichiarazioni fornite finora potrebbero aprire nuovi filoni di indagine su interessi dei clan in aree come l’Agro Nocerino-Sarnese e i Monti Lattari.
Le dichiarazioni restano da verificare.
Una parte significativa dei verbali depositati dalla Dda è ancora coperta da omissis, e potrebbe essere oggetto di ulteriori approfondimenti investigativi. Le dichiarazioni di Petranovic non si limitano al territorio di Pagani, ma si estendono anche all’area stabiese e ai Monti Lattari, dove ha avuto contatti nell’ambito dei traffici di stupefacenti. Le informazioni fornite dovranno essere sottoposte a verifiche investigative e giudiziarie prima di poter essere considerate riscontri definitivi.
- Undici verbali depositati dalla Dda di Salerno
- 250mila euro netti al mese da traffico di droga
- Controllo del territorio e gestione centralizzata delle attività illecite
- Latitanza di circa un mese e mezzo
- Collaborazione con la giustizia da maggio 2026
Le dichiarazioni di Petranovic rappresentano un ulteriore tassello per comprendere la complessità del sistema criminale di Pagani, con implicazioni che potrebbero estendersi a altre aree della Campania. La collaborazione del pentito potrebbe portare a nuove indagini e a ulteriori arresti, ma le informazioni restano da verificare attraverso ulteriori accertamenti.