Il congresso «Leadership Sanitaria e Medicina di Genere nei Percorsi di Cura», promosso dall’Ordine TSRM e PSTRP di Salerno, si è tenuto a Salerno il 7 novembre 2026. L’evento ha visto al centro il dibattito sulla medicina di genere e la leadership sanitaria, con l’obiettivo di affrontare le differenze di genere nel contesto sanitario e migliorare l’accesso alle cure per tutti. Il tema è stato affrontato attraverso discussioni su organizzazione dei servizi, comunicazione e pratica professionale, con un focus su come le differenze tra uomini e donne influenzino sintomi, risposte ai farmaci e accesso alle cure. Hanno partecipato rappresentanti di diversi ordini e università, con l’obiettivo di costruire percorsi assistenziali attenti alla persona.
Medicina di genere e leadership: un approccio multidisciplinare
Il presidente dell’Ordine dei professionisti sanitari salernitani, Carmine Pecoraro, ha sottolineato l’importanza di tenere conto delle differenze di genere nella formazione dei professionisti, soprattutto per chi guida un team. «Oggi vogliamo ricordare nella nostra formazione, soprattutto a chi guida un team di professionisti, che bisogna tenere ben presente le differenze tra uomo e donna per i sintomi, le risposte ai farmaci e accesso alle cure», ha dichiarato. L’evento ha visto la partecipazione di figure chiave come la dottoressa Mariaconsiglia Calabrese, presidente dell’Ordine fisioterapisti di Salerno, e il dottor Ferdinando De Francesco, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Salerno, che hanno contribuito al dibattito su come le professioni sanitarie possano promuovere equità e accesso ai servizi.
La ricerca medica ha spesso ignorato le differenze di genere, con trial clinici condotti quasi esclusivamente su modelli maschili, assumendo che i risultati fossero validi per chiunque. Questo ha portato a una mancanza di dati specifici su come le donne reagiscano a certi farmaci o presentino sintomi diversi. Il congresso ha posto l’accento su come queste differenze possano influire sull’accesso alle cure e sui risultati dei trattamenti.
Un focus su equità e appropriatezza
Il congresso ha posto l’accento su come le differenze di genere, età, contesto sociale e caratteristiche individuali possano influire sull’accesso alle cure e sui risultati dei trattamenti. «La ricerca medica e i trial clinici sono stati condotti, per molto tempo, quasi esclusivamente su modelli maschili assumendo che i risultati fossero validi per chiunque», ha sottolineato Pecoraro. L’evento ha visto la partecipazione del presidente dell’Ordine dei medici e degli odontoiatri della Provincia di Salerno, Giovanni D’Angelo, che ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra professioni sanitarie e specialistiche. «Resta di fondamentale importanza armonizzare la collaborazione tra le professioni sanitarie e quelle mediche specialistiche in quanto l’approccio al paziente non è mai singolare ma è sempre più multidiscinplinare», ha affermato.
La medicina territoriale dovrà alleggerire i carichi sui Pronti Soccorso, come ha sottolineato il consigliere regionale Corrado Matera. «La medicina territoriale dovrà consentire l’alleggerimento sui Pronti Soccorso e sui reparti di degenza dei nosocomi campani migliorando e garantendo l’accesso alle cure per tutti», ha detto Matera. L’evento ha offerto un momento di confronto tra competenze e esperienze, con l’obiettivo di costruire percorsi assistenziali attenti alla persona.
Il congresso ha visto la partecipazione di diversi professionisti, tra cui la professoressa Viviana Izzo del DIPMED dell’Università di Salerno, che ha contribuito al dibattito su come le professioni sanitarie possano promuovere equità e appropriatezza. L’evento ha visto la partecipazione di gruppi di discussione su «Le Professioni sanitarie tra medicina ed equità di genere», con i presidenti delle Commissioni d’albo dell’Ordine TSRM e PSTRP di Salerno. Il dibattito ha messo in luce l’importanza di un approccio multidisciplinare per migliorare l’accesso alle cure e garantire un servizio sanitario equo e appropriato per tutti.