Ascea ha inaugurato martedì 27 ottobre alle 11.30 il nuovo impianto di illuminazione studiato per ridurre l’inquinamento luminoso e tutelare le tartarughe marine. L’evento, realizzato nell’ambito del progetto LIFE TURTLENEST, si svolgerà a Marina di Ascea, uno dei principali siti campani di nidificazione della Caretta caretta. L’illuminazione, progettata per essere fruibile e sicura, riduce l’impatto ambientale e contribuisce alla conservazione degli habitat costieri. L’impianto, frutto di una collaborazione tra Comune di Ascea, Regione Campania, Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, e la Stazione Zoologica Anton Dohrn, rappresenta un passo concreto verso la sostenibilità.
Protezione e ricerca in sinergia
La realizzazione dell’impianto è frutto di una collaborazione tra Comune di Ascea, Regione Campania, Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, e la Stazione Zoologica Anton Dohrn, che ne è il referente scientifico. L’obiettivo è conciliare la fruibilità degli spazi pubblici con la salvaguardia ambientale, riducendo la dispersione della luce verso la spiaggia e il mare. L’illuminazione, a luce calda e orientata, è parte di un percorso di mitigazione dell’inquinamento luminoso che ha interessato inizialmente le strutture balneari e le attività turistiche della Scogliera. Le soluzioni adottate sono studiate per contenere la dispersione della luce verso la spiaggia e il mare.
Per l’occasione, due tartarughe riabilitate, Tonino e Mattiele, torneranno in mare dopo essere state dotate di trasmettitori satellitari. L’evento segna un momento di connessione tra interventi territoriali e attività di ricerca, collegando la tutela degli habitat costieri allo studio delle tartarughe nel loro ambiente naturale. I trasmettitori permetteranno di monitorare i loro spostamenti, contribuendo a comprendere meglio le rotte migratorie della specie. La tutela della Caretta caretta è un obiettivo prioritario per il progetto.
Un progetto sostenibile e concreto
Il sindaco Stefano Sansone ha sottolineato il valore della collaborazione tra amministrazioni, ricerca e associazioni, sottolineando come la sostenibilità si traduca in scelte concrete. «Con questo intervento compiamo un passo concreto, adeguando l’illuminazione alle esigenze di protezione della specie e conciliando la salvaguardia ambientale con la sicurezza e la fruibilità degli spazi pubblici», ha dichiarato. L’impianto, ideato da Chiara Carucci di Noctua, prevede sorgenti a luce calda con temperatura di colore di 2700 K, intensità controllata e orientamento mirato, garantendo un equilibrio tra utilità e tutela ambientale.
Le tartarughe marine, come la Caretta caretta, sono particolarmente sensibili all’inquinamento luminoso. Dopo la schiusa, i piccoli si orientano grazie alla luminosità naturale dell’orizzonte marino, mentre le luci artificiali possono disorientarli, spingendoli verso l’entroterra e aumentando i rischi per la loro sopravvivenza. Anche le femmine adulte possono subire interferenze durante la deposizione delle uova, motivo per cui ridurre la luce dispersa sulla spiaggia rappresenta un’azione chiave per migliorare le condizioni degli habitat di nidificazione.