La Salernitana, in un momento di tensione tra tifoseria e gestione, ha visto l’amministratore delegato Umberto Pagano rilasciare una nota ufficiale sul sito della società. L’AD ha sottolineato che nessuna componente della tifoseria può arrogarsi il diritto di stabilire chi debba allenare la squadra, chi debba amministrarla o quali tesserati debbano restare o andare via. La responsabilità di amministrare la società spetta a chi ne assume obblighi giuridici, economici e sportivi.
Il rispetto dei ruoli e la libertà di dissentire
Umberto Pagano ha sottolineato che il rispetto dei ruoli, la libertà di dissentire e il futuro della Salernitana sono tre punti cardine su cui basarsi. Da troppo tempo assistiamo a un clima di contestazione permanente che, in alcuni casi, ha assunto caratteristiche incompatibili con il sereno funzionamento di una società sportiva. L’AD ha ribadito che la Salernitana è un club di calcio professionistico con responsabilità, organi di governo e persone chiamate ad assumere decisioni. La tifoseria rappresenta il patrimonio emotivo più importante della società. Hanno il diritto di esprimere pacificamente le proprie opinioni, criticare scelte e risultati sportivi, decidere di andare o non andare allo stadio. Tuttavia, nessuna componente della tifoseria può arrogarsi il diritto di stabilire chi debba allenare la Salernitana, chi debba amministrarla o quali tesserati debbano restare e quali andare via. Le decisioni spettano agli organi societari, che ne assumono integralmente la responsabilità e vengono giudicati per i risultati conseguiti.
La tifoseria non può imporre scelte di gestione
La responsabilità di amministrare la società spetta a chi ne assume obblighi giuridici, economici e sportivi. Pagano ha ribadito che la Salernitana è un club professionistico, con un sistema di governo e decisioni che devono essere rispettate. La tifoseria ha il diritto di criticare, ma non di imporre scelte di gestione. Il rispetto reciproco è fondamentale per il funzionamento della società.
La proprietà e gli investimenti
Pagano ha anche affrontato la questione della proprietà, sottolineando che gli investimenti economici straordinariamente rilevanti fatti da Danilo Iervolino hanno assunto oneri e responsabilità che meritano di essere riconosciuti con obiettività. Gli investimenti non cancellano gli errori, né attribuiscono il diritto all’immunità dalle critiche. I risultati sportivi degli ultimi anni hanno prodotto delusione e sofferenza, ma è altrettanto sbagliato rappresentare Iervolino come un soggetto disinteressato o addirittura ostile alla Salernitana. La riconoscenza non può essere imposta, però il rispetto dovrebbe essere reciproco. Trova ingeneroso che parte della tifoseria continui a rivolgere alla proprietà richieste di disimpegno, spesso senza considerare l’entità delle risorse investite e le responsabilità (non solo economiche) che continuano a essere assunte. Danilo Iervolino, pur profondamente amareggiato da contestazioni che considera spesso ingenerose, conserva affetto per la Salernitana e per la città.
La proprietà è disponibile a un cambio di proprietà
Voglio inoltre ribadire un concetto espresso più volte: Danilo Iervolino è disponibile ad affidare la Salernitana a una nuova proprietà seria e finanziariamente solida, capace di garantirne continuità e ambizioni. Non esiste alcuna volontà di trattenere la società contro l’interesse della città o dei tifosi. Tuttavia, al momento non si sono palesate proposte credibili ed affidabili nell’interesse stesso della Salernitana e a salvaguardia del suo futuro. Occorre anche riflettere sul messaggio che un clima di contestazione permanente trasmette all’esterno: quale imprenditore sarebbe incoraggiato a investire risorse importanti in una piazza nella quale, ad ogni difficoltà sportiva, vengono richieste le dimissioni della proprietà, dei dirigenti o dell’allenatore? Gli investimenti richiedono stabilità, fiducia, responsabilità e possibilità di programmare. Nessun percorso serio può essere costruito se ogni momento delicato si trasforma in una richiesta di azzeramento.
Non chiediamo ai tifosi di rinunciare alla critica. Chiediamo di non trasformarla in pressione permanente capace di compromettere la serenità della squadra e il lavoro dei professionisti. Mi auguro sinceramente che si possa tornare a una condizione di normalità nella quale la società governa, i dirigenti dirigono, l’allenatore allena, i calciatori giocano e i tifosi sostengono, criticano e partecipano con la passione che ha sempre reso speciale questa piazza.