Cronaca

Procura di Salerno archivia indagine su ex Italcementi alla foce del fiume Irno

Procura di Salerno archivia indagine su ex Italcementi alla foce del fiume Irno dopo accertamenti.

Procura di Salerno archivia indagine su ex Italcementi alla foce del fiume Irno

La Procura di Salerno ha concluso le indagini avviate a seguito di un esposto di alcuni cittadini che segnalavano possibili illeciti penali in relazione all’alienazione di alcuni lotti dell’area dell’ex stabilimento Italcementi ubicata alla foce del fiume Irno. La Procura, considerando la particolare rilevanza mediatica della vicenda, ha ritenuto opportuno informare sulle determinazioni assunte. In particolare, nei giorni scorsi è stata trasmessa al Gip una richiesta di archiviazione del procedimento penale iscritto a carico di ignoti per l’ipotesi di falso ideologico in atto pubblico.

Modifiche urbanistiche e mancanza di procedure

Dopo un’approfondita analisi degli atti conservati presso il Comune di Salerno, gli uffici del territorio, l’Archivio notarile e gli altri enti interessati, la Squadra Mobile della Questura ha ricostruito in modo dettagliato l’evoluzione urbanistica dell’area a partire dal 1995. Gli accertamenti hanno evidenziato che, al momento della vendita da parte di Italcementi al Comune di Salerno del lotto di terreno nel 1995, il certificato di destinazione urbanistica qualificava le particelle oggetto della compravendita come «aree destinate al recupero degli standard, a spazi e attrezzature pubbliche, verde e parcheggi». Nel rogito notarile, si individuava nel mantenimento di tale destinazione un elemento essenziale della volontà negoziale, richiamando l’art. 21 della legge n. 219/1981.

La destinazione dell’area è stata progressivamente modificata attraverso atti generali di pianificazione. In un primo momento, con deliberazione del Consiglio comunale n. del 3 maggio 1999, è stata adottata una variante al Piano regolatore generale (P.R.G.) che ha ricompreso l’area nella nuova Zona omogenea 23B. Successivamente, il Piano Urbanistico Comunale (P.U.C.), adottato con deliberazione del Consiglio comunale n. 56 del 16 novembre 2006 e approvato con decreto del Presidente della Provincia n. 147 del 28 dicembre 2006, ha confermato la precedente destinazione urbanistica dell’area, inserendola nell’ambito PROG 1, ricompreso nella Zona omogenea B.

Nonostante l’esistenza di un vincolo derivante dalla legislazione speciale post-sismica, la procedura prevista dall’art. 7 del regolamento comunale non è mai stata attivata. Al contrario, è stata seguita la via della modifica del vincolo attraverso atti di pianificazione urbanistica. Gli atti amministrativi di modifica del vincolo, a partire da quello del 1999, non sono mai stati impugnati né è stato prospettato alcun profilo di illeceità penale.

Archiviazione e motivazioni legali

La Procura ha ritenuto che non sussistano i presupposti per l’avviso previsto dall’art. 408 c.p.p., poiché i presentatori dell’esposto non possono essere qualificati come persone offese dal reato ipotizzato. Le condotte denunciate riguardano interessi di natura pubblicistica e profili connessi all’esercizio della funzione amministrativa. Gli esponenti, pur avendo svolto un ruolo meritorio, non risultano titolari di una posizione giuridica individuale e differenziata direttamente incisa dalla fattispecie penale oggetto d’iscrizione. La richiesta di archiviazione è al vaglie del Giudice per le indagini preliminari, il quale dovrà valutare tutte le prospettazioni della Procura. La Procura ha evidenziato che l’eventuale illegittimità della procedura seguita a partire dal 1999 non potrebbe integrare il reato di abuso di ufficio, fattispecie ormai prescritta e non più punibile dopo la legge n. 114 del 2024.

La Procura ha concluso che non esiste un reato penale configurabile.

La modifica urbanistica non ha violato alcun obbligo legale.