Un 36enne residente a Pagani è stato rinviati a giudizio per una serie di reati tra cui cyber-ricatto, furto d’identità e truffa. L’imputato, accusato di aver violato i dati personali di un influencer noto come “Pengwin”, è stato processato a partire dal prossimo dicembre davanti al Tribunale di Nocera Inferiore. L’indagine, iniziata con una denuncia presentata dall’influencer, ha visto l’interesse della Procura di Roma e successivamente il trasferimento alla Procura di Salerno. La Polizia Postale ha condotto l’indagine, analizzando indirizzi IP e contatti telefonici per ricostruire le attività dell’imputato.
Contestazioni e reati presunti
Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe sottratto circa 8mila euro dai conti di gioco dell’influencer, Kristian Tumidajevicz, noto sui social e canali sportivi con il nome “Pengwin”. Inoltre, sarebbe stato tentato di ottenere altri 10mila euro in Bitcoin con minacce di diffusione di dati personali. L’indagine ha anche rilevato la creazione di fatture false per un importo complessivo superiore a 60mila euro, intestate alla società dell’influencer e indirizzate a Lottomatica. L’incasso sarebbe stato destinato a un conto riconducibile all’imputato.
Le fatture false rappresentano un ulteriore elemento di contestazione.
Processo e difesa
Il processo avrà luogo a Nocera Inferiore e dovrà verificare le contestazioni e le eventuali responsabilità penali. L’imputato, difeso dall’avvocato Francesco Fiore, risulta già recidivo per condotte analoghe. La presunzione di innocenza rimane in vigore fino a un’eventuale condanna definitiva. L’indagine ha rivelato che l’uomo avrebbe violato la casella di posta elettronica della vittima, entrando in possesso di informazioni personali anche relative ai familiari dell’influencer. La segnalazione tempestiva di Tumidajevicz alla società di giochi ha contribuito al blocco del tentativo di raggiro. L’accesso abusivo ai conti di gioco online dell’influencer ha permesso all’imputato di sottrarre circa 8mila euro, utilizzati per acquisti, prelievi e ricariche in diverse località come Pagani, Nocera Inferiore e Pompei.
Minacce e tentativo di estorsione
Il caso ha visto un ulteriore episodio contestato: un presunto tentativo di estorsione. L’imputato avrebbe chiesto alla vittima 10mila euro in Bitcoin, minacciando di pubblicare sul web immagini e dati del padre dell’influencer, accompagnando la richiesta con intimidazioni. L’indagine ha ricostruito l’intero iter delle attività dell’uomo, che ha violato i sistemi informatici della vittima per ottenere informazioni sensibili.
- Contestazioni: cyber-ricatto, furto d’identità, truffa, accesso abusivo a sistema informatico.
- Importo totale delle fatture false: oltre 60mila euro.
- Denuncia presentata dall’influencer “Pengwin”.
- Indagine condotta da Polizia Postale.
Il processo dovrà verificare se le accuse siano state provate e se l’imputato risulti colpevole. La presunzione di innocenza rimane in vigore fino a un’eventuale condanna definitiva. L’indagine ha evidenziato una serie di attività illegali che hanno coinvolto dati personali e sistemi informatici, con conseguenze economiche significative per l’influencer. L’intero caso rappresenta un esempio di come le attività di cybercrime possano coinvolgere diversi reati e richiedere un approccio investigativo approfondito.