Cronaca

Demolizione tettoia storica stazione ferroviaria: ex sindaco chiede sospensione

Ex sindaco di Mercato San Severino chiede sospensione demolizione tettoia storica della stazione ferroviaria

Demolizione tettoia storica stazione ferroviaria: ex sindaco chiede sospensione

Giovanni Romano, ex sindaco e consigliere comunale del Movimento Civico Sanseverinese, ha espresso preoccupazione per la prevista demolizione della storica tettoia in legno della stazione ferroviaria di Mercato San Severino. L’evento, che si sarebbe dovuto avviare lunedì, è stato reso noto da un’ordinanza dirigenziale di regolazione del traffico. Romano ha richiesto la sospensione dei lavori, sottolineando l’importanza del bene storico e culturale e il rischio di un danno irreparabile.

Beni culturali a rischio

La tettoia, posta sul piano caricatore dello scalo merci, è considerata un bene culturale protetto. L’Associazione “Italia Nostra” ha incluso lo scalo nella “Lista Rossa dei beni culturali in pericolo”. L’area è inoltre vicina alla Villa RisiColasanto, un edificio di alto valore storico e architettonico, sottoposto a vincolo di interesse culturale dichiarato. La piazza Martinez Y Cabrera, dove si trova la villa, è anch’essa tutelata come bene culturale.

La struttura è sottoposta a tutela legale

Secondo l’art. 10, comma 4, lett. g) del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, la tettoia e l’intero scalo merci sono qualificati come beni culturali e quindi protetti. L’ordinanza dirigenziale, tuttavia, ha disposto la demolizione della struttura, nonostante le richieste di sospensione da parte di Romano e di altri rappresentanti locali.

Richieste di sospensione e verifica

Romano ha chiesto al sindaco pro-tempore e ai responsabili dell’Area Tecnica e dell’Area di Vigilanza del Comune di sospendere immediatamente l’ordinanza dirigenziale e di riprendere la verifica del progetto di ristrutturazione annunciato in aprile dello scorso anno. L’obiettivo è evitare la distruzione di un elemento storico e culturale di rilevanza regionale. La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Salerno e Avellino è stata contattata per intervenire in base alle prerogative legali, al fine di tutelare l’integrità del bene storico e culturale. L’associazione Italia Nostra ha già espresso preoccupazioni per la situazione, evidenziando il rischio di perdere un elemento di valore per la comunità. La questione ha suscitato dibattito tra la minoranza comunale e i rappresentanti locali, che hanno sottolineato l’importanza di un approccio più responsabile e rispettoso nei confronti dei beni culturali. La sospensione dei lavori, se approvata, potrebbe permettere una revisione del progetto di ristrutturazione, garantendo la salvaguardia del patrimonio storico. La richiesta di sospensione è stata avanzata dopo che, a distanza di un anno e mezzo, è stata disposta la demolizione della tettoia, nonostante fosse stato annunciato un progetto di ristrutturazione. Romano ha sottolineato l’importanza di rispettare le normative e di valutare con attenzione l’impatto dei lavori sull’area storica e culturale.