Il Codacons Cilento ha lanciato un allarme sulla crescente distanza tra i servizi sanitari e i cittadini del territorio, in particolare per quanto riguarda l’accesso ai medici di base. La problematica, che interessa numerosi comuni del Cilento, rischia di compromettere il principio della sanità di prossimità, un elemento fondamentale per le aree interne e i piccoli centri. Secondo l’associazione, pur essendo i servizi formalmente garantiti, molti cittadini segnalano difficoltà crescenti nell’individuare un medico di medicina generale realmente vicino al proprio luogo di residenza, soprattutto dopo pensionamenti, riorganizzazioni territoriali e accorpamenti degli ambiti assistenziali.
Accesso alle cure non garantito
Il presidente del Codacons Cilento, Bartolomeo Lanzara, ha sottolineato che il problema non è una contestazione dell’organizzazione sanitaria vigente, ma una richiesta di maggiore attenzione alla concreta accessibilità dei servizi. Il diritto alla salute non può essere valutato esclusivamente in termini numerici, ha dichiarato Lanzara. “Un servizio può risultare formalmente disponibile, ma diventare di fatto difficile da raggiungere per chi vive nei piccoli comuni del Cilento.” La questione riguarda soprattutto centri costieri e zone dell’entroterra, dove il progressivo allontanamento dei servizi sanitari essenziali incide sugli anziani, sui pazienti cronici, sulle persone fragili e sulle famiglie prive di adeguati mezzi di trasporto.
Un sistema che non risponde alle esigenze del territorio
Il Codacons Cilento ha evidenziato come il territorio cilentano presenti caratteristiche geografiche e infrastrutturali particolari che richiedono una programmazione differenziata rispetto alle grandi aree urbane. Distanze, collegamenti difficili, popolazione anziana e dispersione abitativa rendono infatti essenziale una presenza sanitaria diffusa e facilmente accessibile. La medicina territoriale nasce per essere vicina alle persone, ha proseguito Lanzara. “Quando un cittadino anziano è costretto a percorrere decine di chilometri o a rivolgersi a strutture lontane per esigenze che una volta trovavano risposta nel proprio comune, siamo chiamati a interrogarci sull’effettiva capacità del sistema di garantire una reale assistenza di prossimità.”
Il Codacons Cilento ha rivolto un appello alla Regione Campania, all’ASL Salerno, alla Direzione del Distretto Sanitario 70 e ai rappresentanti istituzionali del territorio affinché venga aperto un tavolo di confronto finalizzato a monitorare le criticità esistenti, programmare tempestivamente la sostituzione dei medici cessati dal servizio e rafforzare la presenza della medicina di prossimità nelle comunità maggiormente esposte al rischio di marginalizzazione sanitaria. “La vera sfida non è stabilire se un servizio esista formalmente”, ha concluso Lanzara. “La vera sfida è garantire che quel servizio sia concretamente accessibile a tutti i cittadini, indipendentemente dal comune in cui vivono.”
Il Codacons Cilento ha sottolineato come il tema centrale sia quello della concreta accessibilità alle cure e della presenza capillare del medico di famiglia, figura che rappresenta il primo presidio sanitario e umano per migliaia di cittadini. “Il Cilento non chiede trattamenti di favore”, ha affermato Lanzara. “Chiede soltanto che le peculiarità del territorio vengano considerate nelle scelte organizzative. Le aree interne non possono essere governate con gli stessi criteri utilizzati nei grandi centri urbani, perché i bisogni dei cittadini sono profondamente diversi.”