Cronaca

Ex sindaco di Praiano assolto per omicidio colposo, la Corte d’Appello ribalta la condanna

La Corte d’Appello di Salerno assolve l’ex sindaco di Praiano per omicidio colposo, ribaltando la sentenza di primo grado.

Ex sindaco di Praiano assolto per omicidio colposo, la Corte d’Appello ribalta la condanna

La Corte d’Appello di Salerno ha ribaltato la sentenza di primo grado e ha assolto con formula piena l’ex sindaco di Praiano, Giovanni Di Martino, dall’accusa di omicidio colposo per la morte della turista bellunese Mariangela Calligaro. La decisione, presa nel settembre 2026, annulla la condanna a sei mesi di reclusione con pena sospesa e revoca tutte le statuizioni civili precedentemente disposte a favore dei familiari della vittima. I giudici hanno stabilito che «il fatto non sussiste», cioè che non è stato dimostrato un nesso diretto tra le azioni dell’ex sindaco e la morte della donna.

La tragedia del 2 gennaio 2018

La tragedia risale al 2 gennaio 2018, quando Mariangela Calligaro, 55 anni, si trovava in vacanza lungo la Costiera Amalfitana insieme al compagno Carlo Talamini e a due amici. Durante una passeggiata lungo il percorso Terramare, alla Marina di Praiano, la donna e il compagno furono improvvisamente travolti da un’onda anomala di eccezionale violenza. La Calligaro venne trascinata in mare aperto: immediato fu l’intervento della Guardia Costiera, ma per la 55enne non ci fu nulla da fare. Talamini, invece, fu recuperato in mare e tratto in salvo in condizioni critiche.

La sentenza di primo grado aveva condannato l’ex sindaco per mancanza di segnalazione dei rischi. Nel marzo del 2025, il Tribunale di Salerno, con la giudice Rosaria De Lucia, aveva condannato l’allora primo cittadino del borgo costiero, sostenendo che la pericolosità del camminamento in presenza di cattive condizioni meteo non fosse stata segnalata in modo adeguato e che l’accesso dovesse essere bloccato con ulteriori misure di sicurezza.

La decisione d’appello e le implicazioni

La Corte d’Appello ha totalmente scardinato l’impianto accusatorio, con il collegio presieduto dal giudice Ubaldo Perrotta. Secondo i giudici, non è stato dimostrato un nesso tra le eventuali mancanze dell’ex sindaco e la morte della turista. La decisione ha annullato la condanna e ha revocato tutte le statuizioni civili precedentemente disposte a favore dei familiari della vittima. La sentenza d’appello ha ribaltato la condanna e ha confermato l’assoluzione con formula piena. L’assoluzione indica che non è stato dimostrato un reato, ma non esclude la possibilità di ulteriori dibattiti o ricorsi. La vicenda rimane un caso emblematico di come le decisioni giudiziarie possano evolvere nel tempo, anche in casi di grande impatto sociale.

La tragedia ha suscitato reazioni sia tra i familiari della vittima che tra i cittadini locali. Molti hanno espresso delusione, considerando che la tragedia era avvenuta in un’area turistica nota per la sua bellezza ma anche per i rischi legati alle condizioni meteorologiche estreme. Al tempo stesso, altri hanno sottolineato l’importanza di una decisione giudiziaria basata esclusivamente sui fatti e non su ipotesi o presunti errori di gestione.