
La gestione dei rifiuti a Scafati è al centro di una serie di critiche da parte dei consiglieri comunali del Partito Democratico, Michele Grimaldi e Francesco Velardo, che denunciano una gestione inadeguata e un rischio concreto di aumenti per le famiglie e le imprese. I due hanno sottolineato come i dati emersi dalla riunione dei vertici di Acse del 21 luglio 2026 mostrino una perdita di oltre 414mila euro nei primi sei mesi del 2026, causata dal compenso comunale fermo ai valori di otto anni fa. Inoltre, la società ha richiesto un adeguamento del contratto di quasi 760mila euro per l’anno in corso, ma il Comune non ha ancora dato risposta.
Manca trasparenza e chiarezza
Secondo Grimaldi e Velardo, il Comune non ha fornito alcuna spiegazione riguardo al rosso della società partecipata, l’Acse, e non ha chiarito come intende coprire le perdite senza aumentare le tasse o tagliare i servizi essenziali. I due consiglieri hanno anche sottolineato che le riduzioni della tassa per i redditi sotto i 9.200 euro non sono una scelta del Comune, ma un bonus sociale stabilito direttamente dallo Stato e da Arera. Un beneficio che è a carico degli altri cittadini attraverso un contributo annuale di 6 euro, ma non compare in bolletta.
Un disastro annunciato
Grimaldi ha affermato che siamo di fronte alla cronaca di un disastro ampiamente annunciato. Sono anni che denunciamo con forza l’incapacità gestionale sulla società Acse, con l’esplosione del costo del lavoro, la piaga del lavoro precario, una percentuale di raccolta differenziata sconcertantemente bassa e continui sprechi operativi. Questo costante malgoverno ha prodotto l’inevitabile: la società è finita in perdita e l’amministrazione prepara il terreno per mettere le mani nelle tasche dei cittadini scafatesi per coprire il buco delle spese.
Velardo ha aggiunto che nel consiglio comunale di fine luglio non sono emersi dati drammatici come il rosso di 414mila euro e la richiesta di un aumento contrattuale di 760mila euro, esponendo il Comune al rischio di debiti imprevisti. Tutto ciò prepara una vera e propria stangata sulla tassa dei rifiuti differita nel tempo: quando il castello di carte crollerà, le famiglie e le imprese saranno chiamate a ripianare in un’unica soluzione tutti gli aumenti arretrati nascosti nel 2025 e nel 2026.
Chiedono chiarezza e risposte
I due consiglieri hanno protocollato un’articolata interrogazione a risposta scritta indirizzata al sindaco, al presidente del consiglio comunale, al segretario generale e al Collegio dei Revisori dei Conti per chiedere immediata chiarezza sulla legittimità del piano di gestione dei rifiuti per gli anni dal 2026 al 2029, sulle tasse dei rifiuti e sul rosso della società partecipata del Comune, l’Acse. La tassa sui rifiuti, al centro del documento ispettivo, è stata sottostimata per oltre 11 milioni di euro sia nel 2025 che nel 2026 rispetto ai reali costi di gestione del servizio.
Grimaldi e Velardo hanno anche contestato la legittimità del rinnovo automatico del servizio fino al 2027 tramite una semplice lettera dirigenziale, senza gara pubblica e senza la necessaria relazione motivata inviata all’autorità anticorruzione. Inoltre, l’assenza delle bollette di quest’anno dei contributi nazionali prescritti dall’Autorità di regolazione per l’energia e l’ambiente (Arera) ha sollevato ulteriori preoccupazioni.