
Il 2 settembre, a Scafati, Fratelli d’Italia pianta un gazebo in piazza per ascoltare i cittadini. L’iniziativa, organizzata dal coordinatore cittadino Mario Santocchio, si presenta come un momento di dialogo tra partito e popolo, ma le domande che restano in sospeso riguardano i dossier locali non affrontati. L’evento, che si terrà davanti al centro commerciale Plaza di via Enrico Berlinguer, è stato annunciato come un’occasione per raccogliere segnalazioni e proposte per lo sviluppo del territorio. Tuttavia, l’analisi dei temi trattati rivela un distacco tra l’azione del partito e le problematiche concrete che riguardano la città.
Ascolto in piazza, ma i nodi locali non vengono toccati
Se l’obiettivo del gazebo è raccogliere proposte e segnalazioni, il metodo utilizzato sembra non rispondere a questa esigenza. L’annuncio del partito si concentra su temi nazionali come la fiscalità, l’occupazione e il welfare, senza menzionare i dossier locali che riguardano direttamente la vita dei cittadini. Tra questi, la Zona Economica Speciale (ZES), la partecipata dei servizi cimiteriali e ambientali (ACSE), gli spazi pubblici abbandonati e la situazione finanziaria dell’ente comunale. Questi temi, pur essendo cruciali per la comunità, non compaiono tra i punti principali dell’iniziativa.
La gestione dei servizi comunali resta un problema non risolto
La partecipata ACSE, che gestisce servizi essenziali come cimiteri e raccolta rifiuti, rappresenta un nodo di gestione e trasparenza che tocca la quotidianità degli scafatesi. Tuttavia, il gazebo non sembra intenzionato a affrontare lo stato di questa partecipata, che ha suscitato critiche per la sua gestione e per la mancanza di informazioni chiare. Un’iniziativa che non si occupa di questi temi non può considerarsi un momento di ascolto reale. Allo stesso tempo, la situazione finanziaria dell’ente comunale, lasciata in eredità dall’amministrazione Aliberti, rappresenta un tema di grande rilevanza. Se FdI vuole discutere di fiscalità con i cittadini, la prima cosa da chiarire è lo stato dei conti comunali e come si intende sanarli. Non è sufficiente parlare di politiche fiscali nazionali senza affrontare le responsabilità locali.
Un’occasione per raccogliere opinioni, ma non per rispondere a domande
Il gazebo di FdI a Scafati è stato presentato come un’occasione per ascoltare i cittadini, ma l’approccio sembra limitarsi a raccogliere sfoghi piuttosto che proposte concrete. Un’iniziativa che non si occupa dei temi locali non può considerarsi un momento di dialogo autentico. Il partito, che governa anche a Scafati, dovrebbe mostrare un impegno concreto per rispondere alle domande che riguardano la città. Non è sufficiente limitarsi a fare da cassa di risonanza nazionale.
La mancanza di riferimenti ai dossier locali non è un problema di buona fede, ma di metodo. Un’iniziativa che si presenta come un momento di ascolto, ma non affronta i temi più urgenti, rischia di ridurre i cittadini a comparse di sfondo. Se FdI vuole davvero raccogliere segnalazioni e proposte, il primo passo è smettere di limitarsi a fare da cassa di risonanza locale ai risultati nazionali.