
Il futuro del mercato ortofrutticolo di via Quarto a Sant’Egidio del Monte Albino torna al centro del dibattito politico. L’ex sindaco e attuale consigliere comunale Roberto Marrazzo ha sollevato preoccupazioni sull’impatto del ritardo nell’ultimo finanziamento PNRR, che potrebbe mettere a rischio le finanze dell’ente. Il progetto, finanziato con 9,7 milioni di euro, prevedeva la realizzazione di interventi di ampliamento e funzionalizzazione del mercato, ma la tempistica dell’appalto e la gestione del finanziamento sono state oggetto di critiche.
Tempistiche critiche e rischio di revoca del finanziamento
Secondo Marrazzo, il Comune ha affidato l’appalto dei lavori per 6 milioni e 700mila euro soltanto il 7 maggio 2026, a poco più di cinquanta giorni dalla scadenza del finanziamento, fissata al 30 giugno. «Qualsiasi cittadino potrà rendersi conto che in un periodo del genere non si riesce nemmeno a sistemare il bagno di casa, immaginiamoci se si può pretendere di realizzare lavori per 6 milioni e 700mila euro», ha sottolineato. Secondo la ricostruzione del consigliere, al 30 giugno sarebbero stati realizzati soltanto interventi preliminari, tra cui scavi e opere per le fondazioni. La revoca del finanziamento, a questo punto, è assolutamente inevitabile, ha affermato Marrazzo.
Anticipo di spese e ipotesi di mutuo
Marrazzo ha anche messo in luce le somme già anticipate dal Comune. «Il Comune aveva dovuto anticipare oltre 700mila euro per spese tecniche di progettazione», ha detto, aggiungendo che sarebbe stata corrisposta un’anticipazione alla ditta aggiudicataria superiore a un milione di euro. Numeri che, secondo l’ex sindaco, renderebbero ancora più delicata la questione nel caso in cui il finanziamento non dovesse essere confermato. L’ex sindaco ha anche sollevato l’ipotesi di un mutuo da oltre 4 milioni di euro, che potrebbe portare il Comune verso il default. Un mutuo del genere condurrebbe il Comune dritto dritto verso il default, ha sottolineato.
Marrazzo ha ampliato il dibattito anche sulla situazione finanziaria dell’ente. «La situazione finanziaria non è florida», ha affermato, ricordando che l’esercizio finanziario 2025 si sarebbe chiuso con uno squilibrio di cassa di circa un milione di euro. Anche questo dato, precisa la ricostruzione, dovrà essere letto attraverso la documentazione contabile ufficiale, distinguendo tra situazione di cassa, risultato di amministrazione ed eventuali altri indicatori finanziari. Per Marrazzo, l’eventuale ricorso a un nuovo indebitamento rappresenterebbe una scelta dagli effetti destinati a protrarsi per molti anni. «Sarebbe una scelta folle, una scelta che inciderebbe sulle finanze del Comune non solo per questo esercizio, ma anche per i prossimi 15 anni», ha affermato.
Il consigliere ha anche richiamato la precedente vicenda legata al forno crematorio, ricordando le discussioni avute in Consiglio comunale sulla possibilità di sostenere ulteriori costi senza compromettere gli equilibri finanziari. «Il 2025 chiuso con uno squilibrio di cassa di un milione», ha sottolineato. La questione, tuttavia, dovrà essere chiarita attraverso atti amministrativi, dati contabili e decisioni ufficiali degli enti competenti. La domanda posta da Marrazzo resta sul tavolo: se l’amministrazione era stata informata già a marzo delle difficoltà legate alla scadenza del 30 giugno, perché si è deciso comunque di procedere con l’appalto e con l’avvio dei lavori?