Cronaca

Beni confiscati a Omignano trasformati in casa rifugio per donne vittime di violenza

Omignano trasforma beni confiscati in casa rifugio per donne vittime di violenza, progetto da 230mila euro

Beni confiscati a Omignano trasformati in casa rifugio per donne vittime di violenza

Omignano, 8 novembre 2026 – La Giunta comunale ha approvato il progetto per trasformare alcuni beni confiscati alla criminalità in una casa rifugio per donne vittime di violenza e i loro figli minori. Il progetto, che richiede un finanziamento regionale di 230mila euro, rappresenta un passo concreto verso la legalità e la tutela della dignità umana. L’iniziativa, volta a integrare la rete locale di contrasto alla violenza di genere, si colloca all’interno dell’ambito territoriale S8 e mira a offrire un servizio strategico per la comunità.

Legalità e inclusione nel Cilento

La riconversione di beni confiscati alla criminalità in strutture di protezione e tutela rappresenta un’azione di rilievo istituzionale e sociale. L’obiettivo è creare percorsi concreti di autonomia per le donne che si trovano in situazioni di vulnerabilità. La Giunta ha presentato il progetto alla Regione Campania, sperando di ottenere il finanziamento necessario per realizzarlo. L’iniziativa si inserisce nel quadro più ampio della legalità e dell’inclusione, con un impatto significativo sul territorio del Cilento.

La casa rifugio sarà un presidio di sicurezza e tutela attualmente assente nel territorio. Gli spazi saranno destinati alla realizzazione di una struttura che offra protezione, sicurezza e una concreta possibilità di ricominciare per le donne che si trovano in situazioni di violenza. L’obiettivo è restituire al territorio beni di proprietà pubblica, con finalità sociali e istituzionali. L’iniziativa si inserisce nel contesto più ampio del riutilizzo sociale dei beni confiscati, promosso da una serie di iniziative regionali volte a contrastare la criminalità e a rafforzare la comunità.

Un segnale concreto di civiltà

Il sindaco di Omignano, Raffaele Mondelli, ha sottolineato che il progetto è un segnale concreto di civiltà, legalità e attenzione verso le persone più fragili. “Una donna che trova il coraggio di chiedere aiuto deve poter contare su istituzioni capaci di offrire protezione, sicurezza e una concreta possibilità di ricominciare”, ha dichiarato. L’investimento non riguarda solo Omignano, ma l’intero comprensorio cilentano, dove la legalità può restituire dignità, speranza e futuro alla comunità. La realizzazione della casa rifugio rappresenta un’opportunità per l’intero comprensorio cilentano. L’azione rappresenta un ulteriore passo verso la costruzione di un ambiente più sicuro e inclusivo, in cui la legalità e la solidarietà siano i pilastri principali. La Giunta comunale ha espresso la sua disponibilità a proseguire con l’implementazione del progetto, con l’obiettivo di garantire un servizio essenziale per le donne vittime di violenza.

  • Progetto da 230mila euro per la casa rifugio a Omignano
  • Beni confiscati alla criminalità trasformati in strutture di protezione
  • Integrazione della rete locale di contrasto alla violenza di genere

La casa rifugio, destinata a diventare un presidio di sicurezza e tutela attualmente assente nel territorio, sarà realizzata attraverso il recupero e la rifunzionalizzazione di immobili confiscati. L’obiettivo è restituire al territorio beni di proprietà pubblica, con finalità sociali e istituzionali. L’iniziativa si inserisce nel contesto più ampio del riutilizzo sociale dei beni confiscati, promosso da una serie di iniziative regionali volte a contrastare la criminalità e a rafforzare la comunità. La Giunta comunale ha espresso la sua disponibilità a proseguire con l’implementazione del progetto, con l’obiettivo di garantire un servizio essenziale per le donne vittime di violenza. L’azione rappresenta un ulteriore passo verso la costruzione di un ambiente più sicuro e inclusivo, in cui la legalità e la solidarietà siano i pilastri principali.