Continua la protesta degli autotrasportatori del Sud Italia, con svincoli autostradali bloccati nel Salernitano. Il 19 ottobre 2026, i camionisti hanno fermato la circolazione a Eboli, Sicignano, Campagna, Pontecagnano e Montecorvino Pugliano, garantendo il passaggio solo per auto e mezzi di soccorso. L’azione di protesta, che si estende a tutta la regione, nasce da un aumento dei costi di gestione e del prezzo del gasolio, che ha colpito duramente le piccole e medie imprese di trasporto. I camion fermi stanno causando code e rallentamenti, con disagi significativi per il traffico. Presenti sul posto i Carabinieri, la Polizia Stradale e la Polizia Municipale, che monitorano la situazione per garantire la sicurezza. Gli autotrasportatori chiedono al governo Meloni misure di sostegno, come il taglio delle accise e interventi sui pedaggi, per alleviare la pressione economica sul settore.
Disagi e proteste in tutta la regione
La protesta si estende anche a altre aree, con scioperi registrati sulla Basentana, allo svincolo di Buccino. I camionisti, bloccando le strade, stanno mettendo in atto una forma di pressione per far sentire la loro voce. La mobilitazione, che ha coinvolto centinaia di autotrasportatori, si basa su una richiesta concreta: ridurre i costi di gestione e il prezzo del carburante, che hanno reso difficile la sussistenza delle imprese. I disagi causati dal blocco dei svincoli sono evidenti, con code lunghe e rallentamenti che interessano non solo i mezzi pesanti, ma anche il traffico generale. La situazione ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine per mantenere l’ordine e garantire la sicurezza.
Chieste di sostegno al governo
I camionisti, arrestando la corsa dei propri mezzi, hanno espresso una richiesta chiara al governo Meloni: misure di sostegno per il settore. Tra le richieste principali, il taglio delle accise e l’abbattimento dei pedaggi, che rappresentano un onere significativo per le aziende. L’obiettivo è ridurre i costi operativi e permettere alle imprese di trasporto di sopravvivere in un contesto economico sempre più difficile. La protesta, sebbene non sia stata organizzata in modo centralizzato, ha trovato un forte sostegno tra i lavoratori del settore, che vedono nel caro carburante un fattore determinante per la loro attività. La richiesta di intervento governativo è diventata un tema centrale, con la speranza di trovare soluzioni rapide e concrete.
La situazione, pur non essendo in crisi totale, segnala una tensione crescente nel settore dei trasporti. I camionisti, pur mantenendo il controllo del loro movimento, stanno usando la protesta come strumento per far sentire la loro voce. La protesta, sebbene non abbia causato incidenti gravi, ha messo in luce le difficoltà economiche del settore e la necessità di interventi concreti. La risposta del governo, sebbene non sia ancora arrivata, sarà cruciale per stabilizzare la situazione e trovare un equilibrio tra le esigenze dei trasportatori e le politiche economiche nazionali.
- Blocco svincoli A2 nel Salernitano
- Disagi al traffico e code lunghe
- Chieste di taglio accise e riduzione pedaggi
- Intervento delle forze dell’ordine
La protesta degli autotrasportatori rappresenta un segnale di tensione nel settore, con conseguenze dirette sulle attività economiche locali. La richiesta di intervento governativo, sebbene non sia ancora stata soddisfatta, indica una crescente preoccupazione per la sostenibilità delle imprese di trasporto. La situazione, pur non essendo in crisi totale, segnala una necessità di attenzione da parte delle istituzioni per trovare soluzioni rapide e efficaci.