La Campania ha perso 37.500 residenti in dodici anni, con un calo complessivo del 9,8% tra il 2011 e il 2023, secondo l’allarme lanciato da UNCEM. Le sette aree SNAI campane sono passate da circa 382.600 a 345.100 abitanti, segnando una profonda trasformazione demografica. Il presidente di UNCEM Campania, Enzo Luciano, ha sottolineato come non si tratti solo di un calo numerico, ma di una struttura della popolazione in mutamento: un aumento del peso degli anziani e una riduzione delle generazioni più giovani, con conseguenze dirette sulle opportunità di vita in questi territori.
Spopolamento e invecchiamento: una sfida per le aree interne
Le aree interne campane, che comprendono 143 comuni, stanno vivendo un processo di spopolamento che ha visto alcune regioni perdere fino al 16,1% dei residenti. Il Fortore, ad esempio, ha registrato un calo significativo, mentre il Vallo di Diano ha visto un decremento più limitato. La strategia regionale ha ampliato il perimetro di intervento, aggiungendo aree come Alto Matese, Fortore e Sele-Tanagro-Alburni alle quattro iniziali. La nuova programmazione, che mira a rafforzare i servizi essenziali e a creare nuove opportunità di sviluppo, ha visto l’allocazione di 98,5 milioni di euro di risorse FESR 2021-2027.
La struttura della popolazione ha subito un cambiamento significativo, con un aumento del peso degli anziani e una riduzione delle generazioni più giovani. Questo ha portato a una domanda più fragile per i servizi essenziali, come scuola, sanità e trasporti. Il presidente di UNCEM Campania, Enzo Luciano, ha sottolineato che il problema non è solo il calo numerico, ma la mancanza di persone in età lavorativa e di famiglie, che influiscono direttamente sulla vitalità dei territori.
Un piano strutturato, ma la domanda chiave rimane
La Regione Campania ha progressivamente migliorato la sua macchina di programmazione, con un focus esplicito sullo spopolamento e sull’invecchiamento come minacce principali per i territori. La strategia lega le politiche territoriali al rafforzamento dei servizi, alla crescita economica, all’occupazione e all’inclusione sociale. Tuttavia, la domanda fondamentale rimane: questa capacità di spesa e programmazione riuscirà a tradursi in una capacità di attrazione demografica? La capacità di attrarre nuovi residenti sarà cruciale per il futuro di questi territori. Nel luglio 2026 è stato convocato un tavolo regionale per accelerare l’attuazione delle strategie, con l’obiettivo di raggiungere entro la fine dell’anno il 70% delle obbligazioni giuridicamente vincolanti sulle somme assegnate. La Strategia Nazionale per le Aree Interne, nata per affrontare una delle principali fratture territoriali italiane, si basa su una logica duplice: da un lato rafforzare i servizi essenziali, dall’altro utilizzare le risorse territoriali per costruire nuove opportunità di sviluppo.
La situazione delle aree interne campane rappresenta un caso emblematico di una transizione demografica che richiede interventi mirati e sostenibili. La capacità di attrarre nuovi residenti, in un contesto di invecchiamento e riduzione della popolazione in età lavorativa, sarà cruciale per il futuro di questi territori. La Regione, con le risorse disponibili e i piani in atto, dovrà dimostrare di poter trasformare le politiche contro lo spopolamento in una reale capacità di ripopolamento.
- 37.500 residenti persi in dodici anni
- Calo del 9,8% tra il 2011 e il 2023
- 98,5 milioni di euro destinati alle aree interne
- Strategia regionale mirata a rafforzare servizi e opportunità
- Domanda chiave: capacità di attrazione demografica