Coldiretti Campania ha partecipato al Tavolo “Supreme 2” di Salerno, dove ha presentato strumenti per contrastare il caporalato e migliorare la regolarità del lavoro. L’organizzazione ha sottolineato come il fenomeno sia legato a sfide burocratiche e a una crescente sfiducia tra imprese e lavoratori. La federazione regionale ha messo in campo iniziative per sensibilizzare gli agricoltori a rispettare le normative e accompagnare gli stranieri nel percorso di regolarizzazione.
Regolarità e orientamento legale per gli stranieri
“La nostra attività parte da una campagna di sensibilizzazione degli agricoltori a tenere sempre in alta considerazione la regolarità dello straniero sul territorio”, ha spiegato Coldiretti. L’organizzazione offre un’attività di orientamento legale per aiutare gli stranieri a liberarsi dalla morsa del caporale, accompagnandoli nel processo di integrazione e regolarizzazione. Questo approccio mira a ridurre la dipendenza da soggetti illegali e a promuovere un lavoro regolamentato. La burocrazia crea sfiducia e immobilismo. Coldiretti ha sottolineato che il calo delle istanze non indica una minore esigenza di manodopera, ma evidenzia le criticità del sistema burocratico. “Lo scarso numero di istanze inviate non è dovuto a una bassa esigenza di manodopera, ma a una grande sfiducia”, ha affermato la federazione.
Procedura complessa e basso numero di quote assegnate
I numeri non parlano a favore di chi cerca lavoratori: nel 2026, alla provincia di Salerno sono state assegnate solo 677 quote. Di queste, Coldiretti Campania ha inviate circa 140, tutte in fase di valutazione. L’organizzazione ha sottolineato che il calo delle istanze non indica una minore esigenza di manodopera, ma evidenzia le criticità del sistema burocratico. La burocrazia, secondo la federazione, crea una situazione di immobilismo e danneggia le imprese agricole. Molti imprenditori rinunciano a presentare domande per l’incertezza delle procedure, alimentando precarietà e irregolarità. Coldiretti ha proposto di rafforzare gli Ispettorati Territoriali del Lavoro, le Prefetture e le Questure, per accelerare le valutazioni e ridurre i tempi di attesa. Strumenti per contrastare il caporalato. “Ecco gli strumenti per contrastarlo” ha concluso Coldiretti, presentando una serie di iniziative che si inquadrano in un rapporto sinergico con le misure adottate dallo Stato. L’obiettivo è creare regolarità sul territorio e superare la dinamica del “click day”, puntando su un piano di stabilizzazione del lavoro.
La partecipazione al Tavolo “Supreme 2” ha visto la presenza di rappresentanti delle istituzioni locali, tra cui il Prefetto di Salerno Francesco Esposito, il Questore Olimpia Abate, e i comandanti delle forze di polizia. L’evento ha rappresentato un momento di confronto tra enti pubblici e organizzazioni del settore, con l’obiettivo di trovare soluzioni concrete per contrastare il caporalato e migliorare la condizione dei lavoratori agricoli.