Undici imputati coinvolti in un presunto traffico di droga tra l’Irpinia e l’Agro nocerino hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato, mentre un dodicesimo affronterà il processo con il rito ordinario. L’inchiesta, condotta dalla Guardia di Finanza di Salerno e coordinata dal pubblico ministero Elena Guarino, riguarda una rete di approvvigionamento e distribuzione di sostanze stupefacenti tra le province di Avellino, Salerno e Napoli. La decisione è arrivata dopo il decreto di giudizio immediato disposto dalla Direzione distrettuale antimafia di Salerno.
La rete di traffico e i soggetti coinvolti
Davanti al Gup del Tribunale di Nocera Inferiore compaiono diversi imputati, tra cui Mario D’Angelo, 26enne di Montoro, indicato come capo del gruppo. Gli altri imputati, tra cui Gianluca Alfieri, Bartolomeo Brancaccio, Silvestro D’Agostino e altri, sono assistiti da diversi avvocati. L’inchiesta ha rivelato che il gruppo operava in collegamento con la consorteria camorristica Fezza-De Vivo di Pagani, utilizzando telefoni criptati e autovetture con doppifondo per spostare la droga. Le sostanze coinvolte sono cocaina, hashish e metanfetamine. Secondo la ricostruzione degli investigatori, le presunte rotte di approvvigionamento e distribuzione avrebbero interessato il Paganese, lo Scafatese, il Casertano e l’Avellinese. Le contestazioni dovranno ora essere valutate nel corso dei procedimenti giudiziari. La vicenda ha visto anche questioni relative alla competenza territoriale, con eccezioni presentate davanti alla Cassazione, superate dalla nuova formulazione dell’accusa.
Le contestazioni e i procedimenti
Circa un mese fa, la Suprema Corte aveva annullato con rinvio un’ordinanza riguardante due degli indagati. Le rispettive posizioni sono ora nuovamente all’esame dei giudici della Cassazione. L’attività contestata è iniziata nel marzo 2025, come indicato nel capo d’imputazione sottoscritto dal procuratore della Dda di Salerno Raffaele Cantone. Gli imputati dovranno ora affrontare i procedimenti giudiziari, con le contestazioni che saranno valutate nel corso delle sedute.
Le indagini hanno rivelato una rete organizzata, con spostamenti di droga gestiti attraverso mezzi di comunicazione sicuri e veicoli adatti al trasporto. La gestione degli spostamenti della droga sarebbe avvenuta attraverso telefoni criptati e autovetture dotate di doppifondo. La complessità della vicenda ha suscitato interesse per le sue connessioni con la camorra e per la sua estensione territoriale. I prossimi passi saranno determinati dai giudici, che dovranno valutare le contestazioni e procedere con i processi. La vicenda ha evidenziato una rete di traffico che coinvolge diverse aree della Campania, con un’organizzazione ben strutturata. L’attenzione resta alta, con la speranza che le indagini portino a risultati significativi per la lotta alla droga in zona.