Cronaca

Cocaina sequestrata a Angri, condannato a 5 anni un 50enne di Sant’Antonio Abate

Condannato a 5 anni per traffico di cocaina, 50enne di Sant’Antonio Abate coinvolto in maxi sequestro nel 2025.

Cocaina sequestrata a Angri, condannato a 5 anni un 50enne di Sant’Antonio Abate

Un 50enne di Sant’Antonio Abate è stato condannato a cinque anni di reclusione per traffico di cocaina, in seguito a un patteggiamento irrevocabile emesso il 18 settembre 2026. L’uomo, Antonio Granata, è stato coinvolto nell’inchiesta sui 36 chili di cocaina sequestrati nel maggio 2025 nell’area della stazione ferroviaria dismessa di Angri. L’operazione, condotta dai carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia, ha portato alla scoperta di un carico di droga ad alta purezza nascosto tra la vegetazione e i binari dismessi.

Secondo le valutazioni investigative, il quantitativo avrebbe avuto un valore di oltre 6 milioni di euro. Granata, assistito dall’avvocato Alfonso Abagnale, è stato accusato di aver svolto un ruolo logistico nella gestione del carico, occupandosi del controllo e del deposito temporaneo della droga in attesa del recupero. L’indagine, inizialmente coordinata dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, si è intrecciata con filoni investigativi della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, rivelando un traffico di dimensioni ben più ampie rispetto a una distribuzione limitata alle piazze locali.

Collegamenti con la Spagna

Un ulteriore elemento è emerso dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Vincenzo Petranovic, ex esponente del clan Fezza-De Vivo di Pagani. Nei verbali resi ai magistrati dell’Antimafia, Petranovic avrebbe rivendicato la proprietà dei 36 chili di cocaina sequestrati ad Angri, inserendoli in un traffico internazionale tra la Campania e la Spagna. Tra gli aspetti ancora da chiarire, figurano l’identità delle persone incaricate di recuperare il borsone nello scalo ferroviario e i presunti referenti dell’organizzazione presenti in Spagna. Le indagini proseguono per ricostruire la filiera finanziaria dell’operazione e individuare eventuali ulteriori soggetti coinvolti, compresi i presunti finanziatori. Al vaglio degli investigatori ci sono anche le possibili rotte utilizzate per l’ingresso della cocaina in Italia, con l’ipotesi che il carico possa essere transitato attraverso scali portuali del Sud, tra cui Napoli, Salerno e Gioia Tauro. Si tratta di piste investigative ancora da verificare.

Un patteggiamento definitivo

La posizione di Granata è stata definita attraverso un patteggiamento, che è diventato ormai irrevocabile. L’uomo, assistito dall’avvocato Alfonso Abagnale, ha accettato la condanna a cinque anni di reclusione, evitando un processo penale completo. La sentenza è stata emessa il 18 settembre 2026, in un contesto di crescente attenzione alle attività criminali legate al traffico di droga nella regione. Le indagini continuano a seguito dell’inchiesta, con l’obiettivo di smascherare ulteriori componenti del network e comprendere l’estensione del traffico internazionale. L’operazione ad Angri rappresenta un ulteriore passo nella lotta contro il narcotraffico, con implicazioni che vanno ben al di là delle piazze locali.

La condanna segna un passo avanti nella lotta al traffico di droga.
Le indagini proseguono per chiarire i collegamenti internazionali.