Il Consorzio di Bonifica Vallo di Diano e Tanagro ha concluso un progetto di modernizzazione delle infrastrutture irrigue, durato due anni e finanziato con il PNRR, che ha trasformato il sistema di gestione dell’acqua in un modello 4.0. L’obiettivo principale del progetto è stato migliorare l’efficienza, ridurre gli sprezi e adattarsi ai cambiamenti climatici. L’innovazione ha visto l’installazione di nuovi dispositivi, l’aggiornamento di reti e l’introduzione di un sistema di pagamento basato sui consumi effettivi.
Un progetto articolato e importante
Il progetto, che ha visto la partecipazione di quattro imprese, con un ruolo predominante della ditta Marco Polo, ha portato a termine tutte le azioni nei tempi stabiliti. Il presidente del Consorzio, Beniamino Curcio, ha sottolineato che si tratta di un lavoro molto articolato, che ha trasformato un modello tradizionale in un’infrastruttura intelligente. “Abbiamo fornito ai nostri agricoltori uno strumento moderno, capace di garantire un servizio più efficiente e puntuale”, ha affermato Curcio. La modernizzazione ha interessato le quattro principali sorgenti gestite dal Consorzio, tra cui quelle di San Giovanni in Fonte, Sassano e Buonabitacolo. Sono state ammodernate le gallerie filtranti, restaurate le strutture e installati dispositivi di videosorveglianza. Inoltre, sono state sostituite diverse tratte di condotta deteriorate, con l’obiettivo di recuperare efficienza e ridurre gli sprezi. Il finanziamento PNRR ha permesso di investire circa 6 milioni e 300mila euro, con un impatto significativo sulle infrastrutture.
Efficienza e sostenibilità
Un elemento chiave del progetto è stato l’introduzione di 2276 misuratori e l’estensione dei sistemi di monitoraggio alle principali sorgenti. Questo ha permesso di affrontare criticità come quelle emerse lo scorso anno in relazione al Battistero Paleocristiano di Padula. La trasformazione ha anche introdotto un sistema di pagamento basato sui consumi effettivi, un passo in avanti rispetto al precedente criterio forfettario.
Il progetto ha visto anche l’installazione di 2276 misuratori e l’estensione dei sistemi di monitoraggio e sorveglianza alle principali sorgenti, compresa quella di San Giovanni in Fonte. L’installazione di appositi sensori ha consentito di affrontare la criticità emersa lo scorso anno in relazione al Battistero Paleocristiano di Padula, introducendo un sistema di controllo del livello dell’acqua. “E’ una vera e propria rivoluzione”, afferma Curcio, “grazie alla quale oggi l’agricoltore dispone di una scheda elettronica e può decidere autonomamente quanta acqua prelevare e quando interrompere l’erogazione”.
Il Consorzio di Bonifica Vallo di Diano e Tanagro ha compiuto un importante passo verso un modello di irrigazione 4.0, basato su digitalizzazione, automazione, risparmio idrico ed energetico e sostenibilità ambientale. L’obiettivo è garantire un uso più responsabile dell’acqua, riducendo sprezi e migliorando la gestione delle risorse. “Soprattutto, questo progetto rappresenta una risposta concreta ai cambiamenti climatici”, ha concluso Curcio.