Cronaca

Il 9 settembre 1943 a Salerno il generale Clark inizia l’operazione “Avalanche”

Il 9 settembre 1943 a Salerno il generale Clark dà il via all’operazione “Avalanche”, un evento chiave nella campagna di liberazione d'Italia.

Il 9 settembre 1943 a Salerno il generale Clark inizia l’operazione “Avalanche”
Sbarco alleato a Salerno nel 1943, con il generale Clark che inizia l’operazione “Avalanche”
Sbarco alleato a Salerno nel 1943, con il generale Clark che inizia l’operazione “Avalanche”

Il 9 settembre 1943 a Salerno il generale Clark dà il via all’operazione “Avalanche”

Il 9 settembre 1943, a Salerno, il generale Mark Clark dà il via all’operazione “Avalanche”, un evento cruciale nella campagna di liberazione d’Italia. L’operazione, che segna l’inizio della presenza alleata in Italia, coincide con la proclamazione dell’armistizio del Regno d’Italia e rappresenta un passo importante nella guerra mondiale. Gli Alleati, con un piano ben studiato, sbarcano nel Golfo di Salerno con un’ampia forza navale e aerea, cercando di aprire la via verso Roma e Napoli. La 1^ divisione aerotrasportata si impadronisce di Taranto senza incontrare resistenza, mentre 55.000 uomini anglo-americani sbarcano nel Golfo di Salerno. La forza navale, composta da 4 corazzate, 7 portaerei, 11 incrociatori e decine di caccia, copre l’operazione. I soldati presi terra con relativa facilità, ma improvvisamente si trovano di fronte a una reazione tedesca. La resistenza tedesca, pur debole, mette in discussione l’ottimismo iniziale del generale Clark.

La battaglia inizia con un’azione sorpresa

Nelle 48 ore seguite allo sbarco, gli Alleati riuscirono a travolgere le difese germaniche e a spingersi verso l’interno. La resistenza tedesca era debole, e il generale Clark, inizialmente ottimista, si sentiva soddisfatto del progresso. Intanto l’artiglieria tedesca taceva e la Luftwaffe sembrava essere scomparsa. Proseguendo l’avanzata, gli Alleati occuparono l’aeroporto di Montecorvino e provvidero a riattivare la pista. La battaglia sembrava ormai vinta. I tedeschi si ritiravano o si arrendevano. A tre giorni dallo sbarco gli Alleati controllavano una testa di ponte lunga 100 chilometri e profonda 10. Ma improvvisamente, la mattina dei 12 settembre, la situazione registrò un drammatico mutamento: i tedeschi scatenarono il contrattacco. La controffensiva tedesca cambia radicalmente il corso della battaglia.

La marina alleata entra in azione e cambia la situazione

Per contrastare l’avanzata tedesca, il maresciallo Alexander ordina l’impiego della squadra navale. Per la prima volta, la marina viene impegnata in una battaglia campale. Il 14 settembre, una potente squadra da battaglia lascia Malta diretta verso Salerno, composta da corazzate come Warspite, Valiant, Nelson e Rodneu. Contemporaneamente, stormi di bombardieri pesanti attaccano la costa salernitana, seminando distruzione nelle retrovie tedesche. Il bombardamento navale, estremamente preciso, distrugge postazioni e centri abitati, e costringe Kesselring a ordinare la ritirata delle truppe verso nord. Per gli anglo-americani, la via di Napoli si apre, e la battaglia sembra ormai vinta.

La battaglia di Salerno segna un punto di svolta nella campagna d’Italia. La battaglia di Salerno, pur avendo dato un successo militare agli Alleati, non raggiunse gli obiettivi strategici prefissati. L’operazione “Avalanche” fu un successo, ma la liberazione di Napoli e la rapida avanzata su Roma richiese mesi. La campagna di liberazione d’Italia, avviata con l’operazione “Avalanche”, segnò un momento decisivo nella guerra mondiale.