
Il sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, ha chiarito la situazione relativa alle acque nere nel controfosso del fiume Sarno, sottolineando che non si attribuisce responsabilità a nessuno senza prove. La vicenda, emersa dopo una diffida ricevuta da un’azienda, ha visto l’attivazione di controlli da parte della Polizia Municipale e dell’Arpac. Al momento non esistono elementi sufficienti per attribuire all’azienda responsabilità per quanto rilevato nel corso dei controlli. Il primo cittadino ha inoltre precisato che la sua posizione è stata resa pubblica dopo aver ricevuto una formale richiesta di rettifica.
Controlli e prelievi in corso
Il primo controllo è avvenuto il 25 luglio, quando gli operatori sono arrivati all’interno dell’azienda intorno alle 21.15. «Quindici minuti prima avevano chiuso il ciclo produttivo», ha spiegato il sindaco, riferendo che, secondo quanto comunicato dai tecnici, non sarebbe stato possibile effettuare in quel momento i prelievi necessari, nonostante fossero presenti acque all’interno dell’impianto di depurazione. Un secondo controllo è stato effettuato il 6 agosto, quando l’attenzione si è concentrata anche su un tombino esterno all’azienda, collegato alla rete fognaria. «In questa rete fognaria non sversa soltanto l’azienda, ma anche alcune civili abitazioni», ha precisato Aliberti, correggendo così l’interpretazione fornita in precedenza. Nel corso dell’intervento sono state comunque riscontrate acque scure e maleodoranti, sia nel tombino sia nel controfosso destro. Sono quindi stati effettuati prelievi da parte dell’Arpac, i cui risultati non sono ancora disponibili.
Non si attribuisce responsabilità senza prove
«Non è detto che la responsabilità sia dell’azienda», ha ribadito il sindaco, sottolineando che l’obiettivo dei controlli è individuare l’origine effettiva dell’inquinamento e non attribuire responsabilità sulla base di supposizioni. Aliberti ha anche evidenziato una circostanza che, a suo avviso, merita ulteriori approfondimenti: il fenomeno delle acque scure e maleodoranti si manifesterebbe soprattutto nei mesi di agosto e settembre, periodo coincidente con la produzione del pomodoro, mentre negli altri mesi dell’anno il controfosso apparirebbe pulito e privo di cattivi odori.
Finché non abbiamo certezze è giusto non incolpare persone che eventualmente non hanno alcuna responsabilità, ha ribadito Aliberti. La vicenda resta dunque in attesa degli esiti delle analisi effettuate dall’Arpac, che potranno fornire elementi concreti sull’origine delle acque rilevate nel sistema di raccolta e nel controfosso del Sarno. Il sindaco ha inoltre sottolineato che, durante il primo controllo, non è stato possibile effettuare i prelievi necessari a causa del momento in cui l’azienda ha chiuso il ciclo produttivo. «Quindici minuti prima avevano chiuso il ciclo produttivo», ha spiegato, aggiungendo che nonostante fossero presenti acque all’interno dell’impianto di depurazione, non è stato possibile raccogliere campioni in quel momento.
Non si attribuisce responsabilità a nessuno senza prove, ha concluso Aliberti, ribadendo che l’obiettivo dei controlli è individuare l’origine effettiva dell’inquinamento e non formulare accuse basate su ipotesi. La situazione rimane in attesa dei risultati delle analisi effettuate dall’Arpac, che potranno fornire informazioni precise sulla provenienza delle acque nere nel sistema di raccolta e nel controfosso del Sarno.