Cronaca

Salerno, caos al Molo Masuccio: la dipendente chiede di guardare i filmati

Tensioni al Molo Masuccio: dipendente chiede di guardare i filmati per chiarire la situazione

Salerno, caos al Molo Masuccio: la dipendente chiede di guardare i filmati
Dipendente al Molo Masuccio chiede di guardare i filmati per chiarire la situazione
Dipendente al Molo Masuccio chiede di guardare i filmati per chiarire la situazione

Salerno, 7 agosto 2026 – Al Molo Masuccio si registrano tensioni e contestazioni che coinvolgono una dipendente, accusata di aggressione, che ha rifiutato la ricostruzione dei fatti e ha chiesto di visionare le registrazioni dell’intera mattinata. La donna ha sottolineato che la verità non si trova negli ultimi secondi, ma nelle ore precedenti, e ha sostenuto che la situazione non è isolata ma parte di un clima di tensione che si è protratto per anni. La dipendente ha descritto un contesto in cui veniva provocata, insultata e ostacolata nel lavoro, mentre nessuno interveniva. L’armatore Paolo Grassi ha espresso preoccupazione per la mancanza di intervento e ha sottolineato l’importanza di guardare il contesto più ampio.

La dipendente: “Nessuna aggressione, la verità è nei filmati”

La dipendente ha rifiutato la ricostruzione che la descrive come autrice di un’aggressione e ha sottolineato che la situazione non è limitata a pochi minuti, ma si estende a tutta la mattinata. «Per ore sono stata provocata mentre nessuno interveniva», ha detto. Ha chiesto che vengano acquisite e visionate le registrazioni dell’intero periodo, sostenendo che la verità si trova non solo negli ultimi secondi, ma in tutto ciò che è successo prima. La sua versione è emersa dopo la pubblicazione dell’articolo relativo ai fatti verificatisi al Molo Masuccio, che ha reso nota la situazione di tensione.

Un clima di tensione che dura da anni

L’armatore Paolo Grassi ha espresso preoccupazione per la mancanza di intervento e ha sottolineato che la situazione non è un episodio isolato, ma parte di un contesto più ampio. «Da oltre tre anni denunciamo con esposti, diffide e segnalazioni un clima che definire ordinato è impossibile», ha detto. Ha sottolineato che sul molo si assiste a una situazione in cui ciascuno sembra sentirsi autorizzato a fare ciò che vuole, con accaparramento dei passeggeri, provocazioni e interferenze nell’attività degli operatori. Grassi ha chiesto di guardare il contesto e di domandarsi perché una situazione del genere continui a ripetersi senza intervento.

La dipendente ha anche descritto come i clienti che si dirigevano verso la sua biglietteria venivano continuamente richiamati da altri, con comportamenti aggressivi e ostacolamenti al lavoro. «Mi insultavano, mi provocavano, prendevano a pugni il box e cercavano in ogni modo di impedirmi di lavorare», ha detto. La sua versione ha reso evidente un contesto di tensione e mancanza di rispetto delle regole, che ha portato a una situazione di caos al Molo Masuccio.

La situazione al Molo Masuccio appare complessa e coinvolge una serie di fattori, tra cui la mancanza di intervento e la presenza di un clima di tensione che si è protratto per anni. La dipendente ha chiesto di guardare i filmati per comprendere la verità, mentre l’armatore ha sottolineato l’importanza di un approccio più ampio e di un rispetto delle regole. La situazione rimane in attesa di ulteriori chiarimenti e interventi.

La dipendente ha sottolineato che la verità non si trova negli ultimi secondi, ma nelle ore che li hanno preceduti.
La situazione non è un episodio isolato, ma parte di un contesto più ampio.